Berlusconi preferiva accordarsi con la mafia

“Risulta in conclusione provato, come in precedenza già osservato, che egli ha svolto, ricorrendo all’amico Gaetano Cinà ed alle sue “autorevoli” conoscenze e parentele, un’attività di “mediazione” quale canale di collegamento tra l’associazione mafiosa cosa nostra, in persona del suo più influente esponente dell’epoca Stefano Bontate, e Silvio Berlusconi, così apportando un consapevole rilevante contributo al rafforzamento del sodalizio criminoso al quale ha procurato una cospicua fonte di guadagno illecito rappresentata da una delle più affermate realtà imprenditoriali di quel periodo, divenuta nel volgere di pochi anni un vero e proprio impero finanziario ed economico.”

Queste sono alcune delle parole usate dai giudici della Corte d’Appello di Palermo nelle motivazioni della sentenza di condanna nei confronti di Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa.
Tralasciando tutti i ragionamenti su Fini e Futuro e Libertà, sui numeri alla Camera ed al Senato, su possibili alternative o sulle elezioni, una notizia come questa non dovrebbe comunque portare alle dimissioni di un presidente del consiglio?

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