Mirafiori e la corsa delle primarie

I risultati del referendum di Mirafiori con cui i lavoratori Fiat hanno accettato, obtorto collo, di rinunciare ad alcuni diritti per mantenere il loro posto di lavoro, hanno lasciato aperte molte questioni, non ultima quella sul candidato del Partito Democratico a sindaco di Torino.

Dopo i due mandati di Chiamparino il centrosinistra è in cerca di un nome nuovo che possa garantire ancora il governo della città sabauda; proprio stamattina Piero Fassino, dopo averla annunciata qualche tempo fa, ha presentato al Lingotto di Torino la sua candidatura, benedetta dalla direzione del Partito Democratico e dallo stesso sindaco uscente.

Il mancato plebiscito che ha accompagnato la vittoria del sì nel referendum di Mirafiori sembra però poter influire sulla posizione di Fassino, che fino a pochi giorni fa sembrava sufficientemente certo della designazione; le dichiarazioni pro-Marchionne (“Se fossi un lavoratore della Fiat voterei sì al referendum sull’accordo a Mirafiori”) potrebbero infatti ritorcersigli contro, lasciando uno spazio a sinistra di cui potrebbe approfittare, forte dei risultati del referendum di Mirafiori, Nichi Vendola con un suo candidato.

Non sono casuali le parole con cui Paolo Flores D’Arcais affronta la questione su “Il fatto quotidiano” di oggi:

“Perché, se lasciati soli, alla lunga (e anche alla breve, purtroppo), gli operai saranno sconfitti, e con loro i precari, e gli studenti, e tutti i democratici. Ma se le opposizioni riconosceranno nella Fiom la punta di diamante dell’Italia che può risorgere dalle macerie cui l’ha ridotta il berlusconismo, la “vittoria” più che dimezzata di Marchionne potrebbe inaugurare la caporetto anche di Berlusconi. Ecco perché sarebbe auspicabile, e anzi necessario, che un sindacalista Fiom si candidasse alle primarie di Torino contro lo spento e subalterno Fassino, persconfiggere poi il berlusconian-leghista d’ordinanza. Il nome, sotto la Mole, lo conoscono tutti.”

Paolo Flores D’Arcais si riferisce, con grande probabilità, a Giorgio Airaudo, sindacalista Fiom corteggiato da Sinistra Ecologia Libertà quale candidato alternativo a Fassino, che potrebbe saper intercettare la fiducia dei tanti “scottati” dalla questione Mirafiori e rappresentare in modo puntuale quella parte del centrosinistra che non ha per niente apprezzato la posizione tenuta da Fassino (e di altri maggiorenti del PD) sul futuro della fabbrica torinese.

Se fino a pochi giorni fa, era difficile pensare che Fassino potesse farsi sfuggire la candidatura, ora la contesa si è senza dubbio riaccesa: la questione Mirafiori può rappresentare il tallone d’Achille di Fassino?

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