Il ministro difensore

Il ministro Angelino Alfano, intervistato da Maria Latella su Sky, è intervenuto sul processo per concussione e favoreggiamento che vede coinvolto il Presidente del Consiglio:

“Berlusconi non si è mai sottratto ai giudici. Le parcelle agli avvocati, che lui spesso cita, sono la prova del fatto che lui è sempre stato difeso di fronte ai giudici. I processi al tribunale di Milano sono in dirittura d’arrivo e questo vuol dire che sono stati in dirittura d’inizio e in corso di svolgimento.”

“C’è una grande area culturale nel nostro paese, che per decenni ha predicato l’amore libero, che è a favore delle coppie di fatto, dei matrimoni tra uomo e uomo e tra donna e donna, che ora prende la moralità, la fa diventare moralismo e la scaglia come una pietra addosso al presidente del Consiglio. Questo rende il tutto poco credibile. Si tratta di posizioni culturali strumentali che la gente capisce e quindi continua a votarci. Ci si deve chiedere perché a fronte dell’aggressione mediatica e giudiziaria che si sta verificando i sondaggisti all’unanimità dicono che Berlusconi è stabile, se non addirittura in lieve crescita di consensi. Secondo me dipende dal fatto che gli italiani hanno capito fin troppo bene la strumentalità di queste aggressioni al presidente del Consiglio”

Con che coraggio il ministro Alfano si permette di svilire in questo modo il ruolo che occupa? Da quando il ministro di Giustizia si è trasformato, costi quel che costi, nell’avvocato difensore del premier?

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