280 dissidenti

Come riportato dal blog di Stefano Citati, giornalista de Il Fatto Quotidiano, il presidente della Commissione straordinaria per i diritti umani del Senato ha consegnato alla presidentessa della Commissione esteri del Parlamento iraniano in visita nel nostro paese, una lista con i nomi di 280 dissidenti che sono stati incarcerati dal regime di Teheran e di cui si richiede la liberazione:

“La sistematica violazione dei diritti umani, il ricorso alla violenza, la dura repressione del dissenso anche attraverso la persecuzione dei familiari delle persone impegnate nelle fila dell’opposizione, l’esplicito uso politico a questo fine degli apparati dello Stato, delle formazioni para-militari, della magistratura e della giustizia, la persecuzione della libertà di stampa, di espressione e di riunione e manifestazione – ha detto Marcenaro – costituiscono violazione tale di principi e diritti universali da giustificare l’intervento della comunità internazionale e da rendere inaccettabile l’accusa di interferenza negli affari interni di un paese sovrano”

Probabilmente questo comportamento non cambierà le cose e resterà solo una goccia nel mare, ma non è proprio da questi gesti che si deve partire? I passi da fare restano ancora molti, ma almeno stavolta non ci siamo nascosti dietro un dito e possiamo sentirci fieri delle nostre istituzioni. Vale la pena sottolinearlo…

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