Dini ed i nostri interessi in Libia

Lamberto Dini, presidente della Commissione Affari Esteri e Immigrazione del Senato, nonchè ex Presidente del Consiglio, ha commentato la rivolta che sta sconvolgendo la Libia:

“Se dovesse esserci un ribaltamento del governo e del regime in Libia l’Italia correrebbe grossi rischi, in particolare per quanto riguarda i flussi migratori”

“Finché c’è un governo che funziona e finché l’esercito riesce a mantenere il proprio ruolo, credo che anche il controllo delle coste possa continuare a essere garantito nel rispetto delle norme e degli accordi presi con il nostro Paese. Non dobbiamo auspicare un cambiamento completo della situazione in Libia. Mi pare sia possibile trovare un accomodamento per rispondere, almeno in parte, alle richieste dei manifestanti”

“In Libia, come in Egitto le imprese italiane sono molto presenti, a cominciare dall’Eni. Il nostro interesse è che questo cambiamento porti a una nuova stabilizzazione, altrimenti le economie di questi Paesi soffriranno per prime, soffriranno le imprese che lavorano in questi Paesi e ne soffrirà la popolazione”

Non una parola sui diritti umani costantemente violati e sulle sofferenze del popolo libico. D’altronde ci preoccupiamo dell’esodo biblico, dei nostri interessi economici, del califfato islamico, del prezzo della benzina… Del regime di Gheddafi non ci è mai importato molto, vero Dini?

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