Non sei più idoneo

Genesio Petrucci è disoccupato. All’insegnante di religione, che aveva sostenuto un progetto per l’educazione sessuale dei suoi studenti che prevedeva, tra l’altro, anche l’installazione di un distributore di preservativi, è stata revocata l’idoneità ad insegnare che, per i professori di religione, viene fornita dalla Chiesa cattolica.

Perfetta la sintesi di Daniela Minerva sul blog Il vaso di Pandora quando dice:

“Continua a sembrarmi grottesco che sia la Chiesa cattolica a dover approvare i professori di religione (come prevede la legge) che insegnano ai ragazzi italiani di ogni religione e sono retribuiti con la fiscalità generale alla quale contribuiscono gli italiani di tutte le religioni. Personalmente approvo che si insegni religione nelle scuole, anzi se ne dovrebbe insegnare di più. Le religioni sono pilastri di cultura, identità, morale. I ragazzi devono incontrarle e conoscerle. Poi, faranno ciò che vorranno. Ma proprio non capisco perché debba essere il soglio di Pietro a dire se uno come il prof Petrucci è idoneo o no. Dipende dal ministero, lo paga il ministero. Cosa c’entra Ratzinger?”

Per quale ragione deve essere la Chiesa cattolica a stabilire chi è idoneo ad insegnare religione nelle scuole italiane? A tal proposito la senatrice radicale Donatella Poretti ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione Gelmini per capire se ritiene ammissibile che a decidere l’idoneità degli insegnanti di religione siano “norme e giudizi provenienti da uno Stato estero (Vaticano)”. Sinceramente dubito che il ministro si troverà d’accordo con la senatrice radicale…

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2 risposte a Non sei più idoneo

  1. Giuliano ha detto:

    L’intervento di Daniela Minerva lascia intravedere intravedere la scarsa conoscenza della legislazione vigente. Anzitutto, cosa c’entra Ratzinger in questa faccenda? Semmai è il responsabile del Settore Scuola del Vicariato a entrarci. E come prendersela con Napolitano se un assessore del comune di Roma commette un’abuso giuridico! Poi, nella scuola pubblica italiana esiste solo “l’insegnamento della religione cattolica” e non semplicemente “l’insegnamento della religione”. Materia non obbligatoria, scelta liberamente dagli studenti. E se esiste “l’insegnamento della religione cattolica”, coerenza vuole che uno insegni i principi di questa materia. Si può essere o meno d’accordo con gli insegnamenti della Chiesa, ma nel momento in cui tu la vuoi insegnare, un minimo di coerenza ci vuole. Poi, sulle obiezioni circa la scelta dei candidati all’insegnamento in questione in riferimento al rapporto Ministero Istruzione-Chiesa Cattolica, è materia giurisprudenziale già ampiamente trattata sia dalla Cassazione che dal Consiglio di Stato con sentenze ampiamente note. O vogliamo fare come Berlusconi e mettere sotto processo pure la magistratura?

  2. unadomanda ha detto:

    Il punto secondo me è che uno stato sovrano dovrebbe saper autonomamente scegliere gli insegnanti che devono formare le prossime generazioni, senza alcun tipo di suggerimento esterno.

    Se per poter insegnare la lingua inglese ci fosse bisogno di un nulla osta da parte del consolato britannico mi sembrerebbe ugualmente grottesco. Non credi? Eppure non c’è nessuno al mondo che parla meglio l’inglese 🙂

    Penso che il riferimento di Daniela Minerva a Ratzinger sia solamente provocatorio… Come se io nel mio esempio avessi chiuso con un bel “ma che vuole la Regina Elisabetta?” 😉

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