25000 euro erano troppi…

A fine gennaio sono state rese note le spese sostenute dalla Procura di Milano per le intercettazioni relative all’inchiesta che vede Berlusconi indagato per concussione e prostituzione minorile: 25000 euro. Sono stati così smentiti gli strepiti del Presidente del Consiglio e dei politici della maggioranza che si lamentavano di sprechi a carico dei cittadini che in realtà non si sono verificati.

Oggi i giornali invece raccontano della proposta del ministro Maroni per non accorpare le date in cui si terranno le elezioni amministrative ed i referendum su “legittimo impedimento”, “nucleare” ed “acqua”. Si voterebbe quindi in due date separate e questo comporterebbe una maggiore spesa per le casse statali che viene prevista tra i 300 ed i 350 milioni di euro. Tutto questo solo per cercare di evitare che si possa raggiungere il quorum necessario a rendere efficace i referendum.

Cosa risponderanno i parlamentari di maggioranza che si lamentavano del costo delle intercettazioni per il cosiddetto “Rubygate”? Perché se la matematica non è un’opinione, questo paese potrebbe finanziare dalle 12000 alle 14000 inchieste di questo genere prima di far pari con i maggiori costi che il no all’election day comporterà.

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