La Rai che perde i pezzi

Anche Paolo Ruffini, storico direttore di Raitre, lascia l’azienda di Via Mazzini. L’ennesimo colpo alla libertà d’espressione che, sui canali pubblici, risulta essere sempre meno garantita. Dopo anni di polemiche, di pressioni politiche e di attacchi mirati, Ruffini ha deciso di lasciare e probabilmente passerà a La 7, dove non si vogliono lasciar scappare l’occasione di avere un professionista di questo livello.

Il deputato PD Beppe Giulietti descrive perfettamente la situazione:

“È la fine di un ciclo, Rai3 non sarà più la stessa. Dall’Editto Bulgaro in poi si è fatto di tutto per depotenziare ogni capacità critica nella rete. I risultati concreti cominciano a vedersi: Santoro (e Travaglio) fuori, Ruffini via, Gabanelli e Dandini in bilico. La situazione è gravissima soprattutto per l’indifferenza manifestata da chi trova pure qualche buona scusa per ciò che accade. Tanti mi dicono: vabbè, Santoro è antipatico, la Gabanelli rompe, Ruffini era lì da tanto, andassero pure a casa. E poi? Cosa vedremo sulla Rai?”.

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