Turisti di ferragosto

Ormai l’Isola del Giglio, luogo dove la notte del 13 gennaio scorso avvenne la terribile sciagura della Costa Concordia che ha portato a 30 vittime (più due dispersi), è diventata una meta del pellegrinaggio, in realtà assai macabro, di chi vuole vedere la gigantesca nave ancora arenata sul fondale marino.  Il sindaco del comune toscano conferma che “c’è un incremento del turismo giornaliero, il turismo dei curiosi che dalla mattina alla sera vengono per scattare una foto e per vedere questo pachiderma appoggiato sulla scogliera. Una curiosità estrema che deve essere appagata con una semplice visita al Giglio che viene presa come un museo”.

Quali emozioni pensano di vivere queste centinaia di turisti in arrivo all’Isola del Giglio da tutta Italia? Non riesco davvero a capire quali possano essere le motivazioni nell’affrontare un viaggio per andarsi a vedere quello che, aldilà di qualsiasi altra considerazione, è il luogo dove sono morte decine di persone in un terribile incidente. Questa curiosità, per me assolutamente malsana, è dentro di noi, non possiamo liberarci la coscienza dando la colpa a qualche trasmissione televisiva di dubbio gusto, ma dobbiamo invece combatterla giorno per giorno, riservando la nostra attenzione per ben altri aspetti della vita quotidiana.

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