Come in Sicilia?

Le elezioni siciliane hanno rappresentato un appuntamento particolarmente atteso, non solamente per l’importanza della tornata, ma anche in ottica nazionale per verificare se le tendenze evidenziate dai sondaggi negli ultimi mesi abbiano un effettivo riscontro anche nelle scelte degli elettori. Alla fine, in netta controtendenza rispetto al passato recente e non solo (dopo l’egemonia democristiana, il PDL aveva fatto sempre incetta di voti in Sicilia), è stato eletto Rosario Crocetta, sostenuto dal Partito Democratico e dall’Unione di Centro, anche se il primo partito è risultato essere il Movimento 5 stelle. Questi risultati hanno una qualche valenza anche a livello nazionale?

E’ difficile da dire, ma di certo ci sono degli aspetti che sembrano confermare la situazione descritta a livello nazionale. Nonostante una perdita di voti consistente se si guarda alle regionali del 2008, il centrosinistra, in questa versione allargata all’UDC ma senza le forze di sinistra, si conferma davanti alle altre coalizioni, ma la crescita del Movimento 5 Stelle e le dimensioni dell’astensionismo sono gli aspetti più importanti di queste elezioni, anche perché confermano una distanza sempre più evidente tra i partiti classici e gli elettori. Il Movimento 5 Stelle a questo punto si trova davanti ad un bivio. Riuscirà a mostrarsi come vera forza di governo, capace di tradurre in azione il suo programma oppure resterà un movimento di rottura, più di controllo che di proposta? Il caso siciliano rappresenta così una nuova frontiera per il Movimento 5 Stelle che, ancor più di quanto accaduto a Parma e negli altri comuni conquistati alle ultime amministrative, può dimostrarsi credibile anche in contesti più ampi, dove le capacità di scendere a compromessi, senza ovviamente perdere per strada i punti del programma proposto, può rappresentare l’ultimo esame per certificare la crescita di questo movimento.

Il centrodestra invece, diviso ed ancora scosso dagli scandali che hanno caratterizzato molti suoi esponenti di rilievo (a livello nazionale e non solo), ottiene una percentuale complessiva più alta di quella che gli viene attribuita a livello nazionale, ma in considerazione dei risultati, sempre molto positivi, ottenuti di solito in Sicilia, conferma di essere letteralmente a terra, anche dal punto di vista elettorale. Difficile che l’indizione delle primarie, imposte dall’alto, che determineranno il prossimo candidato premier del Partito della Libertà, possano restituire credibilità a chi ha governato l’Italia, con i pessimi risultati sotto gli occhi di tutti, ed ora cerca di scaricare tutta la colpa sul governo Monti.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Italia, Politica e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...